Elettrosmog
Introduzione

Più di 25 anni fa l'ingegner Paul Schmidt scoprì che con delle frequenze armoniche si può influenzare il meccanismo di regolazione dell'organismo umano.
Se consideriamo un generatore di frequenze, ossia un apparecchio che emana frequenze elettromagnetiche, si ottiene uno spettro di risonanza dell'organismo umano.
Con questo metodo furono esaminate diverse persone che soffrivano dello stesso disturbo o malattia, il risultato a cui si è giunti è stato che tutti necessitavano della stessa frequenza di risonanza.
Ora una delle domande più ovvie che possiamo porci è quale sia il significato di "risonanza".
La risonanza si manifesta quando due corpi, ad esempio due diapason, possono vibrare alla stessa frequenza. Mettetevi davanti ai due diapason distanziati tra di loro di 10 cm. Con un piccolo impulso fate vibrare il primo, sentirete il tono ottenuto. Il primo diapason è ora nello stato di poter far vibrare il secondo, infatti, questo inizierà a vibrare e sentirete il suo tono.
L'ingegner Schmidt puntualizzò affermando, che come nel caso delle frequenze acustiche, anche nel corpo umano si può ottenere una regolazione con le frequenze elettromagnetiche.
La ricerca base condotta dall'ingegner Schmidt venne conclusa dopo 18 anni. Egli fondò la sua ditta, che da allora continua con lo sviluppo dei fondamenti da lui tracciati.
Attualmente con queste apparecchiature vengono trattati con successo migliaia di pazienti.
Le più moderne tecnologie di lavorazione, e il sistema qualità della gestione aziendale assicurano l'alto grado di rendimenti dei prodotti in conformità alle norme tedesche DIN EN 9001 e DIN EN 46001.
Gli spettri di risonanza (il software dei nostri prodotti) viene costantemente raffinato ed esteso.
Oggi anche per i cani ed i cavalli sono a disposizione frequenze di risonanza. Il successo del trattamento sui cavalli e sui cani e per noi è molto importante in quanto viene a cadere l'effetto placebo (un'immaginazione basata sul successo del trattamento).
Nel caso specifico dell'elettrosmog, riteniamo sia opportuno portare a conoscenza alcune informazioni specifiche.
Ufficialmente è confermato in maniera scientifica che non è possibile osservare emissioni elevate di raggi gamma dai teleschermi.
Se ne deduce pertanto che i teleschermi non emettono radiazioni e questo viene confermato per iscritto ad ogni acquirente di televisore.
La domanda da porsi a questo punto è la seguente: "Questa affermazione è giusta?"
Secondo noi no, non completamente.
La spiegazione di tale affermazione è semplice, infatti secondo noi la rilevazione delle emissioni dei televisori, dei monitor, e delle apparecchiature elettriche in genere, non è completa. Abbiamo riportato l'esempio della televisione perché si tratta di una apparecchio molto diffuso, tuttavia la questione è di carattere molto più generale.
Le rilevazioni effettuate attualmente riguardano gli effetti prodotti da apparecchiature elettriche nei confronti di altre apparecchiature, ma non in relazione agli effetti sul corpo umano.
Il paragrafo seguente, che riporta alcuni articoli tratti da diverse pubblicazioni e giornali, confermerà le osservazioni che abbiamo appena espresso.

Documentazione
Inizialmente giunsero dal Canada notizie allarmanti riguardanti le donne incinte che non dovevano più lavorare a videoterminale. A seguito di questa notizia negli USA, in Danimarca, Svezia e Germania (Libera Università di Berlino) vennero fatte delle indagini che la confermarono.
Dal Giappone giunsero informazioni circa nascite problematiche (bambini malati) per il 26% di tutte le donne incinte.
Anche la Federazione tedesca dei Sindacati dei Lavoratori (Sindacato della Stampa e della Carta) si è dichiarata favorevole all'introduzione di norme speciali per gli operatori a videoterminale.
Non è tuttavia facile dimostrare che, oltre ai raggi gamma, agiscono anche altre energie, più o meno rilevabili.
Seguono alcuni articoli tratti da pubblicazioni e giornali.

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Westfalenpost, 20.10.1983
Studio USA: Il lavoro al videoterminale danneggia la salute
Washington. Scienziati USA hanno stabilito che il lavoro al videoterminale danneggia la salute. Ciò è risultato da uno studio di due anni e mezzo, commissionato da un sottocomitato del congresso americano.
Secondo tale studio le persone che siedono regolarmente davanti al videoterminale soffrono più spesso di dolori agli occhi, mal di testa e altri disturbi alla salute rispetto ai loro colleghi che lavorano senza questa nuova tecnica. Gli scienziati hanno calcolato che queste malattie determinano una considerevole perdita economica.
Negli anni passati anche nella Repubblica Federale Tedesca sono stati effettuati contrastanti studi sugli effetti medici del lavoro al terminale. Questi apparecchi hanno già sostituito spesso, soprattutto negli uffici, le macchine da scrivere.
L'industria che produce questa nuova tecnologia prevede per il prossimo futuro un notevole incremento delle vendite. Poiché i videoterminali possono essere collegati tra loro, essi consentono lo scambio di dati con altri sistemi computerizzati.

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Westfalenpost 21.10.1983
I video emettono radiazioni
Normiberga. (dpa) Il congresso del Sindacato tedesco della Stampa e della Carta ha richiesto ieri a Normiberga una riduzione dell'orario di lavoro giornaliero a videoterminale. I 280 delegati hanno deliberato all'unanimità una richiesta in base alla quale la quota parte del lavoro a video non deve superare il 50% del lavoro giornaliero. Inoltre, i posti di lavoro a terminale dovranno essere realizzati come posti di lavoro "misti". Secondo la volontà del congresso il lavoro a computer delle donne incinte andrebbe vietato a causa delle radiazioni.

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Westfalenpost 20.2.1984
Il videoterminale danneggia le donne incinte
Giapponesi: stanchezza e miopia davanti al videoterminale
Osaka. (dpa). Secondo le indagini di un istituto di ricerca giapponese, il lavoro al computer causa problemi alla salute. Secondo tali indagini gli utilizzatori di videoterminali soffrono maggiormente di stanchezza alla vista, miopia e le donne hanno spesso delle gravidanze anomale.
L'istituto aveva intervistato 3.148 operatori di videoterminale presso 66 aziende. Il 54% sedeva a computer per oltre quattro ore al giorno, il 42% per oltre due ore.
Il 92% delle donne e l'84% dei dipendenti uomini si sono lamentati di affaticamento agli occhi. Il numero degli utilizzatori di computer divenuti miopi durante l'attività lavorativa è risultato dieci volte superiore a quello degli altri dipendenti. L'istituto ha inoltre rilevato che in media 13 donne incinte su 50 che lavoravano a videoterminale si erano lamentate di un andamento anomalo della gravidanza e del parto. Alcune erano insoddisfatte delle macchine, altre si sentivano minacciate.

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Stuttgarter Zeitung 17.9.1983
Video pericoloso
A Göteborg le donne incinte non lavorano più a videoterminale
Kopenhagen/Göteborg. Nella città svedese di Göteborg le donne incinte non devono più lavorare al videoterminale. Spaventato da studi americani che hanno stabilito delle elevate percentuali di parti prematuri, aborti e malformazioni embrionali nelle donne che lavorano a videoterminale, il comitato per la tutela del lavoro di Göteborg ha consigliato a tutti i datori di lavoro comunali di offrire in futuro alle donne incinte altri posti lavorativi. Secondo Kajsa Vedin del sindacato dei dipendenti comunali questa raccomandazione è sufficiente, dato che normalmente le indicazioni del comitato per la tutela del lavoro vengono rispettate.
Dagli studi americani è risultato che oltre il 50% delle gravidanze di donne che lavorano a video hanno subito dei danni, ha spiegato Kajsa Vedin. In Svezia non sono ancora stati effettuati studi esatti, ma lei stessa è a conoscenza di numerosi casi del genere. Ancor prima che i rapporti americani fossero disponibili, era sorto il sospetto che esistesse una relazione tra gli aborti ed il lavoro a computer. È assolutamente necessario effettuare delle ricerche in questo campo: Le radiazioni dei videoterminali sono pericolose solo per le donne incinte o hanno effetti anche sugli uomini, ad esempio per quanto riguarda la sterilità? Vi sono dei pericoli per la gravidanza di una donna sposata con un programmatore EDP?
L'amministrazione della città di Göteborg ha tratto per prima le conseguenze dal problema dei videoterminali. "Le donne devono comunicare al più presto la loro gravidanza al datore di lavoro, poiché spesso i danni si verificano nella fase iniziale", sostiene Kajsa Vedin. Questa nuova regolamentazione non dovrà tuttavia in nessun caso far sì che in futuro i posti di lavoro a computer vengano riservati agli uomini. Anche l'esempio americano che prevede che le donne incinte che lavorano a computer indossino dei grembiuli di piombo è, secondo lei, una soluzione errata: A lungo termine non si dovranno modificare le condizioni di lavoro di chi lavora a videoterminale, bensì i videoterminali. Le fonti di pericolo dovrebbero essere eliminate nel momento in cui gli apparecchi vengono prodotti.
"Per ora la nostra iniziativa rappresenta solo un piccolo passo avanti. Ma noi agiremo come un ariete", dice la sindacalista, che intende introdurre le norme di Göteborg anche negli altri comuni svedesi. Sono stati presi dei contatti anche con il sindacato dei dipendenti privati, per proteggere le donne incinte dalle radiazioni dei computer anche nell'industria privata.

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Estratto dal libro (pag. 78 e 79):
Bioradiazioni - da dove provengono, come agiscono, cosa fanno.
L'uomo nel campo delle radiazioni del cosmo, della terra e dell'ambiente
di Mayer/Winklbaur, pubblicato dal Wiener Verlag, Himberg.
ISBN 3-85368-917-5
... Nel corso di ricerche effettuate presso la Technische Universität di Berlino è stato registrato e misurato, con delle apparecchiature estremamente sensibili, un procedimento complesso: i campi magnetici collegati all'attività elettrica del cervello. In un progetto di ricerca interdisciplinare si dovevano effettuare registrazioni dei segnali del cervello durante il processo visivo. All'origine di queste analisi vi erano dei disturbi della salute. Durante il lavoro a videoterminale e a computer in molti casi si erano verificati fenomeni di affaticamento.
Un'altra finalità di queste analisi era quella di ottenere delle indicazioni quantitative circa il periodo di tempo in cui si può sedere al computer senza danni. Da tempo si supponeva che l'affaticamento veniva causato da un campo di disturbo elettrico proveniente dal video. I venditori di televisori consigliano ai consumatori di guardare il televisore ad una distanza dall'apparecchio corrispondente alla lunghezza della diagonale dello schermo per dieci. Dunque, nel caso di una diagonale pari a 45 cm, si deve tenere una distanza di 4,5 m.
Per i computer, che nella loro forma costruttiva sono uguali ai televisori, la distanza di osservazione è indubbiamente inferiore, mentre il tempo che il lavoratore deve trascorrere davanti al computer durante l'orario di lavoro è notevolmente superiore.
Le misurazioni effettuate presso la Technische Universität di Berlino hanno confermato in modo assoluto che la causa di tutti queste manifestazioni è il campo di disturbo elettrico. Queste misurazioni hanno inoltre portato ad un altro risultato a cui finora non si era pensato.
Quando un apparecchio radio è sistemato all'altezza della testa - come ciò avviene nei moderni arredamenti delle camere da letto - esso causa talvolta dei perforanti mal di testa che possono manifestarsi anche quando l'apparecchio è spento. Infatti un apparecchio, che è allacciato solo unipolarmente ad un cavo elettrico, causa un campo elettrico: Conclusione: un apparecchio elettrico che non viene utilizzato andrebbe staccato dal cavo estraendo la spina.

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Domande al consulente sessuale
Risponde l'esperto in problemi di coppia
Impotenza da video "In camera da letto abbiamo un televisore con videoregistratore, perché troviamo eccitante guardare film particolari. Ora però ho paura che la mia potenza possa subire dei danni a causa delle radiazioni. O non sono pericolosi come ho letto?" Jürgen A. (31)
Risposta del consulente sessuale: Molte case dispongono ora di un secondo televisore o di un apparecchio videoregistratore installato in camera da letto. Sembra infatti che la luce lampeggiante dello schermo televisivo abbia un effetto eccitante sulle coppie. Naturalmente l'effetto aumenta se sullo schermo appaiono scene erotiche. Da quando le videocassette hanno iniziato ad avere successo, i video piccanti sono diventati per molti uomini e donne uno stimolante di cui non possono più fare a meno.
Vi sono tuttavia delle voci, da considerare seriamente, che mettono in guardia dall'uso regolare di un simile apparecchio in camera da letto. Scienziati che si sono occupati di problemi della cosiddetta geobiologia e radiestesia (la capacità di individuare le radiazioni terrestri) asseriscono di aver stabilito che il nostro organismo viene influenzato sensibilmente da radiazioni invisibili. Non solo le vene acquifere sotterranee, ma anche l'alimentazione di corrente nelle case viene considerata come fonte di radiazioni. Sembra che i campi di energia generati siano particolarmente pericolosi quando si incrociano, perché ciò rafforza il loro effetto distruttivo.
Anche se gli esperti sono in grado di fornire efficaci esempi per la correttezza delle loro tesi, questa tematica continua ad essere considerata scientificamente controversa.
Un caso di impotenza da video è stato presentato di recente ad un congresso da dei geobiologi. Solo dopo che l'interessato, su consiglio di un esperto, aveva allontanato il televisore dalla camera da letto, era stato nuovamente in grado di avere un'erezione. Dovendo credere agli scienziati non si tratterebbe di un caso singolo.
Allo scopo di evitare danni alla salute, per una giovane coppia fare l'amore davanti ad uno schermo non deve diventare un'abitudine. Chi invece talvolta si procura degli appetiti erotici guardando delle videocassette, sicuramente non subirà danni da radiazioni.

Origine dell'elettrosmog
Nella nostra era l'evoluzione tecnologica marcia sempre più velocemente, e per farlo ha bisogno di servirsi in misura crescente di corrente elettrica. La corrente elettrica è la fonte dei campi elettrici e magnetici, in tutte le loro varianti, che vengono utilizzati per le più svariate applicazioni. A causa di questi campi, l'uomo viene sempre più "caricato".
Queste considerazioni valgono per tutte le apparecchiature che oggi utilizziamo per la nostra vita quotidiana. L'esempio più significativo è rappresentato dalle apparecchiature di lavoro e dagli elettrodomestici.
La crescente informatizzazione della nostra vita e del nostro modo di lavorare fa presupporre che probabilmente ci saranno sempre più persone che passeranno più di 10 ore davanti al computer e ne subiranno le conseguenze. Anche la televisione rappresenta un esempio, probabilmente il più comune, del ruolo che questi apparecchi ricoprono.
I campi elettromagnetici sono formati da diverse componenti, che hanno caratteristiche molto differenti tra di loro, al pari degli effetti che possono avere sulle entità sottoposte ad essi.
L'elettrosmog, in particolare, oggetto della presente trattazione è uno degli effetti provocati dai campi elettromagnetici. È la componente dei campi che causa i disturbi dell'organismo.
Il modo per riconoscerlo e misurarlo è oggetto del prossimo capitolo.

Come si possono misurare queste radiazioni?
Nell'analisi dobbiamo innanzitutto distinguere tra radiazioni che interferiscono su altre apparecchiature e radiazioni che interferiscono sul corpo umano. Queste ultime non sempre possono essere rilevate direttamente con strumenti di misura.
È importante prestare attenzione che il fatto le strumentazioni oggi disponibili non misurino alcune componenti dei campi elettromagnetici non significa che queste non esistano, al contrario di quanto affermano molte persone. Ma ancora più importante è riuscire a capire che influsso possano avere sul corpo umano.
Gli articoli precedenti dimostrano che quanto viene misurato e certificato sulle apparecchiature non è completo. Secondo noi una parte del fenomeno non viene considerata, sfortunatamente la parte che può provocare danni al corpo umano.
Viene affermato che nessuna energia si sprigiona dal video ad una distanza superiore a 15 cm. Questa affermazione è evidentemente errata. Lo dimostra anche il fatto che su molti manuali d'uso di televisori viene consigliato di vedere l'apparecchio ad una certa distanza. Ciò corrisponde anche a quanto consigliano gli esperti dell'industria fonografica, e cioè di non stare vicini ai televisori a meno di 4 metri.
È invece corretto affermare che con un oscilloscopio si può riconoscere una distorsione misurabile, in diminuzione partendo dallo schermo, fino ad una distanza di 4 m.
Qualsiasi sonda, per sofisticata che sia, è difficile che possa avere la stessa sensibilità e dare la stessa risposta di quella che potrebbe dare un corpo umano.
Oltre tutto, bisogna considerare anche la diversa sensibilità e predisposizione personale al manifestarsi di sintomatologie e disturbi. È quindi necessario utilizzare un metodo che dia la risposta cercata sul soggetto su cui si vogliono verificare gli effetti, che abbia caratteristiche di obbiettività e riproducibilità. Un metodo che noi abbiamo trovato consiste nell'utilizzo dell'oscilloscopio, questo esperimento viene descritto nel paragrafo successivo.

La misurazione dei raggi elettromagnetici per mezzo di oscilloscopi
Questo esperimento è riproducibile da chiunque abbia una conoscenza basilare dell'uso di un oscilloscopio, e sia dotato dell'attrezzatura adatta. Noi invitiamo espressamente chiunque sia interessato a ripetere l'esperimento per verificare personalmente la veridicità di quanto affermato.
Il presente esperimento si riferisce alla misurazione dell'interferenza provocata da un televisore ed un monitor per computer. Con esperimenti analoghi si possono verificare anche altre apparecchiature.
Nell'effettuare questa misurazione la persona sottoposta al test tiene in mano un oggetto metallico collegato con un cavo schermato al trasmettitore dell'oscilloscopio.
A video spento, sullo schermo viene inizialmente regolata una normale onda sinusoidale stazionaria.
Quindi la persona si pone davanti al televisore o al video del computer. Appena l'apparecchio viene inserito, la linea si distorce in una banda più o meno larga a seconda di quanto la persona sia vicina all'apparecchio.
Minore è la distanza, maggiore è la distorsione che raggiunge la larghezza di 1 cm.
Se la persona si allontana, la distorsione diminuisce. Ad una distanza pari a circa 4 m la distorsione non è più percepibile.
Ne risulta ineccepibilmente che il video emette un'energia elettromagnetica che termina ad una distanza di 4 m.
Anche con una sonda di campo come quella utilizzata per l'individuazione dei cavi elettrici si può ancora avvertire un ronzio ad una distanza fino a ca. 1,5 m oppure si può osservare uno scarto dell'indicatore.



È rilevante il fatto che il video emette una leggera radiazione, che noi definiamo elomagnetica, anche quando l'apparecchio è disinserito.
Questa radiazione scompare solamente quando la spina dell'apparecchio viene estratta dalla presa. La causa è nella spina dell'apparecchio, inserita nella presa in modo errato. Quando l'interruttore non è posizionato sulla fase, ma sul conduttore neutro, l'apparecchio rimane sotto tensione e lo schermo emette radiazioni. Inserendo inversamente la spina, la radiazione termina.
Occorre osservare che la distorsione dell'onda è rilevabile in chiunque si sottoponga alla prova, anche se la reazione dell'organismo può essere diversa. Come premesso ciò deriva dalle differenze che ci sono da persona a persona.
Questo esperimento permette di provare che oggettivamente esiste un effetto sull'organismo, ma non dà indicazioni su come risolvere il problema.
Esiste però un altro sistema per rilevare queste radiazioni che, ripetiamo, non sono di tipo elettromagnetico, e sarà oggetto del capitolo successivo.

Il metodo della risonanza ad ultrasuoni
Il sistema di rilevazione utilizzato è quello della risonanza ad ultrasuoni.
Il metodo di misurazione è abbastanza semplice, con l'apposito apparecchio si può misurare la risonanza direttamente sulla fonte impostando i valori delle frequenze e verificare su quali si ha la risonanza. Si può porre sulla fonte da testare un foglio di alluminio che immagazzina le frequenze e successivamente fare lo stesso procedimento usato per la misura diretta. Il secondo metodo è utile quando la locazione della fonte rende difficoltosa la misura oppure quando esistono più fonti vicine non separabili e si vuole misurare selettivamente.
Con questo metodo sono state analizzate diverse fonti di campi elettromagnetici. Dall'elaborazione dei dati è risultato che i campi elettromagnetici emettono una serie di interferenze, di tipo non elettromagnetico, con diverse frequenze. Di queste interferenze, il valore 99,5 è quella principale, comune a tutti i fenomeni elettromagnetici.
L'intuizione di Paul Shmidt è stata quella di correlare questa frequenza, e le altre rilevate, con quelle misurate sul corpo umano, come accennato nell'introduzione. Dal confronto è risultato che questa frequenza è la stessa che regola le funzioni del nucleo basale del cervello.
La conclusione è che questa interferenza influenza negativamente il funzionamento di questa parte del corpo, ed è la causa dei disturbi che si manifestano in relazione all'uso di apparecchiature che emettono campi elettromagnetici.
Prendendo in esame una persona che da tempo si trova a lavorare utilizzando il computer, possiamo constatare che si instaura un deficit all'interferenza 99,5. Con la terapia di risonanza forniamo al corpo la frequenza 99,5 fintanto che non si ottiene una completa regolazione. Tuttavia, se dopo un breve periodo la persona ritorna a lavorare sul computer davanti al monitor si ristabilisce il deficit su questa interferenza.
In analogia con l'organismo umano, nel quale un organo non viene regolato solo da una interferenza, nel caso dell'elettrosmog, oltre l'interferenza principale 99,5, ci sono altre interferenze, cioè 22,5; 40,0; 77,5; 78,5 e 89,5.
Un confronto di queste 6 interferenze con quelle dell'organismo umano ci mostra che, oltre al nucleo basale del cervello, vengono interessato il sistema cellulare, il cuore, e la funzionalità dell'ipofisi.
Se si esamina un paziente che per il suo lavoro o per altre cause subisce gli influssi di forti campi elettrici ed magnetici, spesso troveremo un deficit in tutte e sei le interferenze.
L'intensità delle radiazioni elettromagnetiche è correlata con quelle non elettromagnetiche, tuttavia non è con una riduzione generalizzata delle radiazioni che si risolve il problema, ma con una soluzione mirata all'obbiettivo che si desidera raggiungere. In particolare, per quello che riguarda la salute umana, quello che conta è la riduzione della parte di radiazione che pregiudica la salute.
La riduzione generalizzata è il primo passo da compiere per migliorare la situazione, ma da sola non basta. A questo punto viene da chiedersi: come si eliminano questi effetti dannosi?
La risposta si trova nel capitolo che segue.

Le soluzioni
Il problema alla radice sta nella ricerca della sorgente dei disturbi, sebbene ci siano situazioni molto difficili, la prima soluzione consiste nella diminuzione del campo elettrico e magnetico.
Inizialmente occorre individuare la sorgente dei disturbi e quindi occorre un apposito apparecchio di misurazione.
Tra le numerose possibilità, la rivista OEKO-TEST consiglia il misuratore di campo FM6 T, il quale, in confronto agli altri, garantisce misurazioni più precise.



Bisogna prestare particolare attenzione ai campi che interessano le zone a lunga permanenza come i luoghi di lavoro e le camere da letto.
In quest'ultimo caso spesso i cavi che forniscono la corrente alle prese e alle lampade sono situati all'altezza della testa e quindi la distanza dai fili dove scorre la corrente (e i loro campi) è di 30 - 40 cm. L'esperienza ci dice che l'uomo addormentato può subire dei carichi come quando è sveglio. È quindi raccomandabile una particolare attenzione considerando il fatto che nella camera da letto passiamo circa un terzo dalla nostra vita.
Riteniamo opportuno riportare i valori in base a cui vengono classificati i campi ed i valori limite delle varie normative.

Campo Estremi Forti Deboli
Elettrico [V/m] >50 5-50 1-5
Magnetico [nT] >500 100-500 20-100

Campo DIN/VDE IRPA MPR TCO
Elettrico [V/m] 5.000 5.000 25 10
Magnetico [nT] 100.000 100.000 250 200

Spiegazioni: DIN / VDE 0848:
RPA:
MPR:
TCO:
Valori limite tedeschi;
Valori limite dell'Unione Industriale Protezione dalle Radiazioni;
Norma per i posti di lavoro con terminali video;
Norma per i posti di lavoro con terminali video.

Stando alle raccomandazioni delle direttive per le costruzioni biologiche dei posti dove si dorme possiamo notare un'anomalia del campo elettrico già dal 50 [V/m] in su.
Tempo fa i limiti erano di ben 5000 [V/m], quindi di ben 100 volte più alti! Le norme svedesi per i posti di lavoro con terminali video (TCO) menzionano limiti molto bassi che però stanno ancora sempre 10 volte più elevati dei limiti raccomandati per le costruzioni biologiche.
Ripetiamo che si tratta di valori "ipotizzati". È disponibile, a richiesta, documentazione aggiornata sulla normativa vigente, in particolare sui valori limite fissati per legge. Per ridurre i campi elettrici si possono adottare i seguenti accorgimenti:

  • Staccare i cavi dalle prolunghe non necessarie, le prese multiple ed i loro utilizzatori.
  • Inserire in linea un interruttore (all'infuori della cassetta di sicurezza) che esclude la corrente in tutta la casa dopo lo spegnimento dell'ultimo utilizzatore. Nel caso in cui il consumo non possa essere interrotto, come ad esempio nel caso di un frigorifero, occorre fornire un'altra linea.
  • In caso di nuove costruzioni o ampliamenti provvedere alla loro schermatura.
  • Schermatura delle pareti che nascondano linee elettriche. Fare attenzione che il materiale aggiunto sia adeguatamente messo a terra.
  • Collegare a terra gli apparecchi elettrici metallici come ad esempio le lampade da scrivania.

Per ridurre i campi magnetici alternati si possono adottare i seguenti accorgimenti:

  • Staccare gli apparecchi non necessari.
  • Tenere a distanza gli apparecchi che producono campi magnetici, come regola di ferro: raddoppiare la distanza così il carico si riduce ad un solo quarto (25%).
  • Sbarazzarsi di cavi attorcigliati.
  • Sbarazzarsi degli apparecchi che dipendono dalla rete. Sostituire le sveglie elettriche con quelle meccaniche, i rasoi elettrici con le lamette da rasatura.

Tuttavia, queste considerazioni di carattere generale, in alcuni casi possono essere difficili da applicare. Per ovviare a questo problema esistono due soluzioni specifiche studiate per casi difficili, ma molto frequenti nella vita quotidiana.
La prima riguarda la schermatura dell'elettrosmog valida sia per gli impianti che per le apparecchiature, mentre la seconda è specifica per i telefoni cellulari, oggi moto diffusi.
Per quanto riguarda la schermatura, oltre alle normali tecniche utilizzate, esiste un foglio schermante realizzato con un materiale particolare in grado di schermare la parte di disturbo a bassa frequenza dei cavi, dei conduttori e delle parti metalliche come telai e carcasse.
In nome di questo materiale è Mumetal(r), esso è composto da una lega cristallina di ferro-nickel, ed è prodotto in lamine di larghezza 150 mm e spessore 0,1 mm.
Si applica fasciando i cavi o sovrapponendola alle zone da schermare. La sua applicazione garantisce la protezione elettrica e magnetica. L'effetto della schermatura è misurabile.
Esso trova applicazione in quei casi dove non sia possibile fare a meno di avere un passaggio di corrente o dove non sia possibile allontanare la fonte di emissione.
Per quello che riguarda i telefoni cellulari invece è stato necessario sviluppare una soluzione su misura a causa delle caratteristiche particolari dell'apparecchio e dell'utilizzo a cui è destinato. Questi apparecchi infatti, per funzionare devono emettere un segnale elettromagnetico tramite il quale permettono comunicare, e non possono essere allontanati, se non in misura minima, dall'utilizzatore.
Per ridurre gli effetti di questa emissione sono state studiate diverse forme di applicazione in funzione della forma geometrica dell'apparecchio e del tipo di antenna. In particolare sono presenti due categorie di apparecchi, quelli con antenna integrata che non sporge dall'apparecchio e quelli con antenna fissa. Esiste anche una terza categoria di apparecchi, oggi meno diffusi rispetto al passato, che hanno l'antenna estraibile. Per questi ultimi è applicabile la soluzione per i telefoni con l'antenna integrata. Per la prima categoria di apparecchi è disponibile una serie completa di custodie schermanti progettate per i più diffusi modelli di telefono. Per la seconda categoria invece è disponibile una serie completa di schermature da applicare (con diverse modalità da apparecchio ad apparecchio) sull'attacco dell'antenna. Entrambe proteggono dalle radiazioni l'area della testa e degli occhi.

Per verificarne il funzionamento, una nota rivista nel campo della difesa del consumatore ha incaricato un'università tedesca di stabilire se, tramite l'apparecchio testato, è possibile ridurre o schermare in modo fisicamente dimostrabile i campi elettromagnetici dei telefoni cellulari.
L'università ha esaminato la schermatura per cellulare secondo l'incarico assegnatole. A tale scopo ha effettuato le seguenti misurazioni, prima e dopo che l'apparecchio schermante venisse installato secondo le indicazioni del produttore. Le condizioni di prova sono state le seguenti:

  • misura ad una distanza di 30 cm senza il prodotto da testare
  • onde elettromagnetiche ad alta frequenza 110 µW/cm2
  • cellulare Siemens S4 secondo lo standard GSM nel campo di frequenza 900 MHz

I test hanno evidenziato una riduzione fino al 75-80% della densità delle radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza ottenuta con l'apparecchio testato.
Non è stata esclusa la possibilità del fatto che con altri cellulari e in condizioni differenti l'effetto schermante avrebbe potuto essere anche maggiore.
L'apparecchio schermante stesso non ha generato campi o radiazioni nell'ambito elettrico, magnetico, elettromagnetico e nemmeno nell'ambito dei raggi radioattivi alfa, beta, gamma o Roentgen.
Strumenti di misura utilizzati per il test sugli apparecchi schermanti:

  • analizzatore dello spettro Advantest R 3131, 10 kHz - 3 GHz (Rhode&Schwarz, Germania)
  • antenna di misura log-pet UKLP 9140, 300 MHz - 3,5 GHz (Schwarzbeck Elektronik, Germania)
  • EM-Radiation-Meter EMR 300, 100 kHz - 60 GHz (WG Wandel&Gueltenmann, Germania)
  • Contatore di frequenza HandyCounter M1 (Optoelectronics, USA, Bogerfunk)

Questi dati, insieme ad altri che riguardavano le tecniche di misurazione e la costruzione della prova, oltre ad altre condizioni, erano fornibili a richiesta dal 2000 fino al 2004, oggi non sono più disponibili e applicabili a causa dell'evoluzione tecnica.

Onde elettromagnetiche ad alta frequenza
Una proprietà delle onde elettromagnetiche è la loro trasmissione senza fili attraverso l’aria. Esse possono essere trasmesse o ricevute ovunque, perciò è possibile ascoltare la radio nell’auto o utilizzare il telefono mobile. Le onde elettromagnetiche sono intorno a noi, le conosciamo da radio CB, comunicazione mobile, stazioni radio e televisione, satelliti, telecomandi senza fili, telefoni senza fili, allarmi per bambini, forni a microonde, ecc.
L’intensità del campo delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza si misura in volt / metro (V/m) oppure in ampere / metro (A/m). Le alte frequenze causano la miscelazione dei campi elettrici con quelli magnetici, e tale risultato è noto come onde elettromagnetiche. L’intensità delle onde elettromagnetiche, cioè la densità radiante, é indicata in watt per centimetro quadro (W/cm2). L’intensità aumenta proporzionalmente alla potenza del trasmettitore e alla sua vicinanza.
I valori limite sono determinati dagli effetti termici che, più esplicitamente, dipendono dalla capacità delle onde elettromagnetiche di riscaldare parti del corpo. Il criterio di valutazione più diffuso su quest’effetto è stato utilizzato per una scelta astuta da parte dell’industria, perché il riscaldamento del corpo è positivo nell’opinione popolare, essendo considerato completamente innocuo. A dispetto di questa farsa, è corretto investigare intensivamente sugli effetti biologici non termici, quali l’alterazione causata dall’ECG, i disturbi psichici, i difetti genetici, la permeabilità della barriera emato-encefalica, i disturbi degli ormoni, la visione danneggiata, il cancro, ecc. Il numero degli effetti non termici causati dalle onde ad alta frequenza sta crescendo giorno dopo giorno.
Quando si viaggia in aereo, un assistente di volo chiede a tutti i passeggeri di spegnere i loro telefoni cellulari per tutta la durata del volo. Spesso spiega anche le ragioni di queste misure: i telefoni cellulari potrebbero disturbare l’elettronica di bordo. E’ noto che siano capitati diversi incidenti, su velivoli, provocati dall’accensione anche accidentale dei telefoni cellulari, ciò ha causato perdita di quota o disturbi nella navigazione. Questi sono effetti non termici. E’ impressionante la cura con cui si protegge l’elettronica di bordo degli aviogetti, ma non è solitamente considerata la nostra “elettronica di bordo”, che è decisamente più complessa e finemente sintonizzata di qualsiasi computer esistente.
Il Prof. Dr. András Varga ha gentilmente permesso di divulgare alcune immagini del suo libro intitolato: “Grundlage des Elektrosmogs in Bildern” (Le basi dell’elettrosmog, illustrato). Molti sono le anomalie biologiche descritte in questo libro: gli esperimenti con le uova di gallina che sono state esposte alle radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza di 1,25 GHz per diverse ore al giorno durante lo stadio di cova sono preoccupanti.
La figura superiore a sinistra di questa pagina descrive la batteria di test. In una stanza completamente climatizzata, le uova di gallina furono covate durante l’esposizione a radiazioni elettromagnetiche. L’esperimento è particolarmente interessante perché gli effetti dell’influenza di radiazioni ad alta frequenza durante una fase reattiva sensibile (la transizione da sostanza chimica a formazione biologica) possono essere dedotti dai risultati.
Complessivamente, quattro diverse malformazioni, elencate in questo test di valutazione, sono osservabili nelle figure sopra: i pulcini sono usciti dai loro gusci con le zampe storte, molti altri presentavano deformazioni della gabbia toracica e zampe divaricate. E’ stata riscontrata un’altra anomalia: i becchi di alcuni pulcini erano doppi o spostati, infine la quarta tipica difformità era la mancanza o la difettosità degli occhi.
Le uova furono esposte a frequenze con una potenza di 0,9 mW, mentre un telefono senza fili DECT trasmette ad una potenza di 250 mW su frequenze comparabili!






Tutte le quattro anomalie illustrate in questi esempi erano conseguenti alle stesse condizioni di cova. L’esperimento prova chiaramente che questa sensibile fase biologica di reazione può essere influenzata dalle onde elettromagnetiche ad alta frequenza. Era anche interessante constatare che molti dei pulcini erano completamente sani quando sono stati covati. I risultati di questi esperimenti (molti altri figurano nel libro del prof. Dr. András Varga) naturalmente non possono essere trasferiti agli esseri umani come se fosse la stessa cosa. Tuttavia è intuibile che le onde elettromagnetiche ad alta frequenza non facciano molta differenza tra embrioni di gallina ed umani.

Punto particolarmente critico: la modulazione ad impulsi
Esistono diversi metodi per trasferire dati mediante le frequenze. E’ stato già accennato alla modulazione di frequenza (FM), un metodo per trasferire informazioni rapidamente cambiando la frequenza. Le radio normalmente funzionano in questo modo. Una tipica proprietà della modulazione di ampiezza è il trasferimento di informazioni tramite il cambio di intensità rappresentato dall’ampiezza dell’informazione. Entrambe le modulazioni lavorano in modo analogo, le loro caratteristiche sono meno critiche di quelle relative alla modulazione di impulso utilizzata nella telefonia mobile e nei telefoni cordless DECT. Per 216 volte al secondo viene trasmesso un pacchetto di dati contenente sia le informazioni e sia la voce. Ognuno di questi 216 segnali corrisponde a un impulso acuto.
Non esiste assolutamente nulla tra questi impulsi - nemmeno una resistenza di carico – e ciò può essere visualizzato come una fila di palline con molto spazio tra ogni pallina e l’altra. Tuttavia esiste un trucco: le intensità sono calcolate sulla media dei valori, non sui valori massimi. Se si calcola la media dei valori di 216 segnali acuti (picchi), e non esiste nulla tra i picchi, si ottiene come risultato un valore minimo, ad esempio 10 mW, che sta sotto il valore limite permesso. Il fatto che il valore massimo di picco sia notevolmente più alto (250 mW), è semplicemente ignorato.
Non solo la telefonia mobile e le relative postazioni lavorano mediante la modulazione di impulsi elettrici, ma ciò avviene anche per i telefoni cordless DECT. Sfortunatamente questa anomalia è sconosciuta a molte persone. Comunque esiste una differenza: i telefoni senza filo non solo trasmettono durante la conversazione delle telefonate effettuate, ma lo fanno costantemente! Difficilmente si verificano delle alternative a questo caso. Tutto quello che si può fare è bandire tutti i telefoni senza fili dalla propria casa. Se non si possono evitare questi telefoni, si dovrebbe almeno scollegare la base dopo ogni chiamata.
Questo buon consiglio di usare il meno possibile i telefoni mobili, dovrebbe essere accettato in modo realistico. Molti hanno bisogno del telefono mobile per lavoro. Ma se si installa sulla propria auto un’antenna esterna collegata al telefono, si sarà compiuto un passo avanti nella giusta direzione. Ognuno personalmente decida se una telefonata è importante oppure no: non è necessario chiacchierare delle novità del giorno al cellulare.
Ma che cosa si può fare se il proprio lavoro richiede molte telefonate dal cellulare quando non si viaggia in auto? Dove si ha a che fare con una forte modulazione di impulsi, neanche la biorisonanza secondo Paul Schmidt è in grado di fare da schermo per proteggere dalle influenze negative del cellulare. Sul mercato si trova un gran numero di strumenti per eliminare le interferenze nei telefoni mobili, ma nessuno di essi riduce i forti effetti biologici in modo permanente. Perciò ci si dovrebbe sforzare di ridurre da soli i campi di disturbo. Una soluzione sensata potrebbe essere quella di utilizzare una borsa di pelle con un foglio metallico per cellulari, che possa ridurre per riflessione l’elevata intensità di radiazioni nell’area della testa. Può essere ottenuta una riduzione delle radiazioni fino al 90%. I vecchi modelli di cellulari con antenna estraibile possono montare uno schermo per l’antenna che riduca la densità delle radiazioni.
Qui sotto si può vedere come una custodia di protezione o uno schermo per l’antenna possano ridurre l’intensità nell’area della testa. La figura a sinistra mostra come si distribuiscono le alte frequenze passando parzialmente nel campo emesso dalla testa. Una misura protettiva adatta può ridurre questo processo (figura a destra).



Test ed armonizzazione della radiazione elettromagnetica secondo Paul Schmidt
La biorisonanza secondo Paul Schmidt e le schermature da lui progettate servono per testare l'inquinamento elettromagnetico ed armonizzarlo.
Una volta individuate le sorgenti ed adottate le opportune misure, per neutralizzare la parte di radiazione elettromagnetica che interessa il corpo umano serve un apparecchio progettato specificatamente per questa applicazione. A tale scopo esistono due tipi di apparecchi destinati ad applicazioni diverse. Il primo, progettato per neutralizzare la frequenza specifica di 99,5 è il TV-Rayex, che trova applicazione in particolare su televisori e monitor. Il secondo, l'ELO-Rayex lavora su tutte sei le frequenze, ed è destinato ad impianti elettrici o utilizzatori di forte potenza.



Incollando il TV-Rayex sul bordo dello schermo e utilizzando l'oscilloscopio, non si rilevano più radiazioni.
Dalle nostre rilevazioni risulta che senza il TV-Rayex, davanti al monitor il campo negativo arriva fino ad 1,4 metri. È interessante osservare come il campo di carico posteriore sia notevolmente più ampio, pari a 1,9 metri, di quello frontale 1,4 metri.



Con il TV-Rayex le misurazioni ci danno un campo di carico frontale di soli otto centimetri dove normalmente non si trova l'operatore.



Il campo di carico posteriore invece non si è ridotto di molto e quindi potrebbe influenzare una persona seduta al suo posto di lavoro, quindi il problema non è risolto. Quindi l'ulteriore misurazione è stata effettuata dopo la collocazione di un altro TV-Rayex nella parte posteriore del monitor. Usando solo questa applicazione è stato raggiunto un campo di carico sufficientemente ristretto.



L'azione del TV-Rayex viene stimata più efficace se l'apparecchio viene installato con la scrittura verso l'alto appoggiato davanti al monitor o al televisore.
Le osservazioni fin qui espresse riguardo al monitor valgono ovviamente anche per i carichi provocati dal televisore. Anche in questo caso è molto interessante il fatto del doppio TV-Rayex (davanti e dietro) in quanto sovente dietro il televisore ci sono vani abitativi o addirittura camere da letto.
L'apparecchio è efficace solo quando il materiale di cui è composto viene applicato con polarità corretta e presenta una particolare dentellatura.
I colori disponibili sono grigio e antracite, si adattano bene al monitor o al televisore.
La piena efficacia del TV-Rayex è stata confermata a Vienna nel novembre 1982 in una perizia rilasciata dal perito Dipl. Ing. Paul Artmann.
Considerevole è il fatto che i valori relativi alle persone che guardavano il televisore in bianco e nero si differenziano completamente da quelli delle persone che guardavano i televisori a colori e gli schermi dei computer.
L'ELO-Rayex invece va posizionato sulla sicurezza principale all'entrata di casa, in prossimità del contatore. La sua posizione ideale è con la scritta verso l'alto.
Nei condomini, normalmente, l'ELO-Rayex viene installato nella scatola di distribuzione.
Con metodi analoghi al TV-Rayex si può dimostrare l'effetto riduttivo dall'ELO-Rayex sui carichi dell'elettrosmog.
Si consiglia di utilizzare l'ELO-Rayex nel caso in cui nelle vicinanze ci siano dei forti consumatori di corrente come forni, scaldabagni, trasformatori e simili.



Conclusione
Dagli schermi dei televisori e dei computer vengono emesse, oltre alle onde elettromagnetiche, che sono misurabili fino ad una distanza di 4 m, anche una serie di altre onde sottili che non sono di genere elettromagnetico.
Nei televisori b/n, nei televisori a colori e negli schermi dei computer queste onde hanno una frequenza differente, come si è potuto stabilire con il metodo delle risonanza ad ultrasuoni utilizzando dei fogli d'alluminio.
Queste radiazioni negative possono essere neutralizzate solo in parte con degli anelli di rame. Con il TV-Rayex e l'ELO-Rayex le si può invece neutralizzare in misura tale da non essere più rilevabili.
Le radiazione dovute all'elettrosmog sono un pericolo per la nostra salute, la loro neutralizzazione è un grosso contributo al nostro benessere. Questo ci permette di sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie senza subirne gli effetti negativi.
Attenzione però, i nostri studi ci consentono di affermare che le radiazioni dell'elettrosmog non sono le sole a provocare disturbi, altre insidie minacciano la nostra salute, se volete saperne di più potete contattarci all'indirizzo qui sotto.
Qui di seguito riportiamo le tabelle con le corrispondenze tra le frequenze delle radiazioni e gli organi interessati rilevati direttamente da Paul Schmidt durante le sue ricerche.
Le tabelle riguardano le tre più diffuse categorie di apparecchi televisivi, cioè televisori b/n, televisori a colori e monitor per computer.
 
Frequenza [kHz] Televisori b/n
- 4,50 Escrescenze nasali
- 45,00 Laringe
- 4.500,00 Disturbi deambulatori
- 5,30 Ipofunzione surrenale
- 5,45 Atrofia renale
- 5,60 Cirrosi epatica
- 71,50 Acutezza visiva compromessa
- 8,10 Tosse irritante
- 8,25 Meteorismo
- 9,50 Ciste all'intestino crasso
- 9,75 Perdita della voce
- 9,95 Abulia

Frequenza [kHz] Televisori a colori (sistema PAL)
- 10,00 Ciste all'intestino tenue
- 100,00 Fragilità nervosa
- 22,50 Tumore
- 225,00 Disturbi del ritmo biologico
- 2.250,00 Disperazione
- 23,50 Sclerosi multipla
- 235,00 Perdita dell'odorato
- 33,00 Attacchi epilettici
- 5,00 Ciste dell'intestino tenue/ meteorismo
- 50,00 Cattivo apporto di ossigeno
- 6,55   Distacco della retina
- 7,15 Acutezza visiva compromessa
- 9,25 Tetano (paralisi)
- 9,45 Tumore alla vescica
- 9,99 Ciste all'intestino retto

Frequenza [kHz] Video dei computer
- 10,45 Mancato controllo sessuale nell'uomo
- 10,00 Ipofunzione cardiaca
- 100,00 Debolezza nervosa
- 2,25 Disfunzioni dell'esofago
- 22,50 Tumore
- 225,00 Disturbo del ritmo biologico
- 2.250,00 Disperazione
- 23,50 Sclerosi multipla
- 3,80 Ipofunzione della bile
- 38,00 Controllo sessuale nella donna
- 4,50 Atrofia muscolare
- 5,30 Ipofunzione surrenale
- 5,45 Atrofia renale
- 5,60 Cirrosi epatica
- 9,70 Malattie agli occhi
- 9,95 Linfonodi

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