Più di 25 anni fa l'ingegner Paul Schmidt scoprì che con
delle frequenze armoniche si può influenzare il meccanismo di regolazione
dell'organismo umano.
Se consideriamo un generatore di frequenze, ossia un apparecchio che emana
frequenze elettromagnetiche, si ottiene uno spettro di risonanza
dell'organismo umano.
Con questo metodo furono esaminate diverse persone che soffrivano dello
stesso disturbo o malattia, il risultato a cui si è giunti è stato che
tutti necessitavano della stessa frequenza di risonanza.
Ora una delle domande più ovvie che possiamo porci è quale sia il
significato di "risonanza".
La risonanza si manifesta quando due corpi, ad esempio due diapason,
possono vibrare alla stessa frequenza. Mettetevi davanti ai due diapason
distanziati tra di loro di 10 cm. Con un piccolo impulso fate vibrare il
primo, sentirete il tono ottenuto. Il primo diapason è ora nello stato di
poter far vibrare il secondo, infatti, questo inizierà a vibrare e
sentirete il suo tono.
L'ingegner Schmidt puntualizzò affermando, che come nel caso delle
frequenze acustiche, anche nel corpo umano si può ottenere una regolazione
con le frequenze elettromagnetiche.
La ricerca base condotta dall'ingegner Schmidt venne conclusa dopo 18
anni. Egli fondò la sua ditta, che da allora continua con lo sviluppo dei
fondamenti da lui tracciati.
Attualmente con queste apparecchiature vengono trattati con successo
migliaia di pazienti.
Le più moderne tecnologie di lavorazione, e il sistema qualità della
gestione aziendale assicurano l'alto grado di rendimenti dei prodotti in
conformità alle norme tedesche DIN EN 9001 e DIN EN 46001.
Gli spettri di risonanza (il software dei nostri prodotti) viene
costantemente raffinato ed esteso.
Oggi anche per i cani ed i cavalli sono a disposizione frequenze di
risonanza. Il successo del trattamento sui cavalli e sui cani e per noi è
molto importante in quanto viene a cadere l'effetto placebo
(un'immaginazione basata sul successo del trattamento).
Nel caso specifico dell'elettrosmog, riteniamo sia opportuno portare a
conoscenza alcune informazioni specifiche.
Ufficialmente è confermato in maniera scientifica che non è possibile
osservare emissioni elevate di raggi gamma dai teleschermi.
Se ne deduce pertanto che i teleschermi non emettono radiazioni e questo
viene confermato per iscritto ad ogni acquirente di televisore.
La domanda da porsi a questo punto è la seguente: "Questa affermazione è
giusta?"
Secondo noi no, non completamente.
La spiegazione di tale affermazione è semplice, infatti secondo noi la
rilevazione delle emissioni dei televisori, dei monitor, e delle
apparecchiature elettriche in genere, non è completa. Abbiamo riportato
l'esempio della televisione perché si tratta di una apparecchio molto
diffuso, tuttavia la questione è di carattere molto più generale.
Le rilevazioni effettuate attualmente riguardano gli effetti prodotti da
apparecchiature elettriche nei confronti di altre apparecchiature, ma non
in relazione agli effetti sul corpo umano.
Il paragrafo seguente, che riporta alcuni articoli tratti da diverse
pubblicazioni e giornali, confermerà le osservazioni che abbiamo appena
espresso.
Documentazione
Inizialmente giunsero dal Canada notizie allarmanti riguardanti le
donne incinte che non dovevano più lavorare a videoterminale. A seguito di
questa notizia negli USA, in Danimarca, Svezia e Germania (Libera
Università di Berlino) vennero fatte delle indagini che la confermarono.
Dal Giappone giunsero informazioni circa nascite problematiche (bambini
malati) per il 26% di tutte le donne incinte.
Anche la Federazione tedesca dei Sindacati dei Lavoratori (Sindacato della
Stampa e della Carta) si è dichiarata favorevole all'introduzione di norme
speciali per gli operatori a videoterminale.
Non è tuttavia facile dimostrare che, oltre ai raggi gamma, agiscono anche
altre energie, più o meno rilevabili.
Seguono alcuni articoli tratti da pubblicazioni e giornali.
~
Westfalenpost, 20.10.1983
Studio USA: Il lavoro al videoterminale danneggia la salute
Washington. Scienziati USA hanno stabilito che il lavoro al
videoterminale danneggia la salute. Ciò è risultato da uno studio di due
anni e mezzo, commissionato da un sottocomitato del congresso americano.
Secondo tale studio le persone che siedono regolarmente davanti al
videoterminale soffrono più spesso di dolori agli occhi, mal di testa e
altri disturbi alla salute rispetto ai loro colleghi che lavorano senza
questa nuova tecnica. Gli scienziati hanno calcolato che queste malattie
determinano una considerevole perdita economica.
Negli anni passati anche nella Repubblica Federale Tedesca sono stati
effettuati contrastanti studi sugli effetti medici del lavoro al
terminale. Questi apparecchi hanno già sostituito spesso, soprattutto
negli uffici, le macchine da scrivere.
L'industria che produce questa nuova tecnologia prevede per il prossimo
futuro un notevole incremento delle vendite. Poiché i videoterminali
possono essere collegati tra loro, essi consentono lo scambio di dati con
altri sistemi computerizzati.
~
Westfalenpost 21.10.1983
I video emettono radiazioni
Normiberga. (dpa) Il congresso del Sindacato tedesco della Stampa e
della Carta ha richiesto ieri a Normiberga una riduzione dell'orario di
lavoro giornaliero a videoterminale. I 280 delegati hanno deliberato
all'unanimità una richiesta in base alla quale la quota parte del lavoro a
video non deve superare il 50% del lavoro giornaliero. Inoltre, i posti di
lavoro a terminale dovranno essere realizzati come posti di lavoro
"misti". Secondo la volontà del congresso il lavoro a computer delle donne
incinte andrebbe vietato a causa delle radiazioni.
~
Westfalenpost 20.2.1984
Il videoterminale danneggia le donne incinte
Giapponesi: stanchezza e miopia davanti al videoterminale
Osaka. (dpa). Secondo le indagini di un istituto di ricerca
giapponese, il lavoro al computer causa problemi alla salute. Secondo tali
indagini gli utilizzatori di videoterminali soffrono maggiormente di
stanchezza alla vista, miopia e le donne hanno spesso delle gravidanze
anomale.
L'istituto aveva intervistato 3.148 operatori di videoterminale presso 66
aziende. Il 54% sedeva a computer per oltre quattro ore al giorno, il 42%
per oltre due ore.
Il 92% delle donne e l'84% dei dipendenti uomini si sono lamentati di
affaticamento agli occhi. Il numero degli utilizzatori di computer
divenuti miopi durante l'attività lavorativa è risultato dieci volte
superiore a quello degli altri dipendenti. L'istituto ha inoltre rilevato
che in media 13 donne incinte su 50 che lavoravano a videoterminale si
erano lamentate di un andamento anomalo della gravidanza e del parto.
Alcune erano insoddisfatte delle macchine, altre si sentivano minacciate.
~
Stuttgarter Zeitung 17.9.1983
Video pericoloso
A Göteborg le donne incinte non lavorano più a videoterminale
Kopenhagen/Göteborg. Nella città svedese di Göteborg le donne
incinte non devono più lavorare al videoterminale. Spaventato da studi
americani che hanno stabilito delle elevate percentuali di parti
prematuri, aborti e malformazioni embrionali nelle donne che lavorano a
videoterminale, il comitato per la tutela del lavoro di Göteborg ha
consigliato a tutti i datori di lavoro comunali di offrire in futuro alle
donne incinte altri posti lavorativi. Secondo Kajsa Vedin del sindacato
dei dipendenti comunali questa raccomandazione è sufficiente, dato che
normalmente le indicazioni del comitato per la tutela del lavoro vengono
rispettate.
Dagli studi americani è risultato che oltre il 50% delle gravidanze di
donne che lavorano a video hanno subito dei danni, ha spiegato Kajsa Vedin.
In Svezia non sono ancora stati effettuati studi esatti, ma lei stessa è a
conoscenza di numerosi casi del genere. Ancor prima che i rapporti
americani fossero disponibili, era sorto il sospetto che esistesse una
relazione tra gli aborti ed il lavoro a computer. È assolutamente
necessario effettuare delle ricerche in questo campo: Le radiazioni dei
videoterminali sono pericolose solo per le donne incinte o hanno effetti
anche sugli uomini, ad esempio per quanto riguarda la sterilità? Vi sono
dei pericoli per la gravidanza di una donna sposata con un programmatore
EDP?
L'amministrazione della città di Göteborg ha tratto per prima le
conseguenze dal problema dei videoterminali. "Le donne devono comunicare
al più presto la loro gravidanza al datore di lavoro, poiché spesso i
danni si verificano nella fase iniziale", sostiene Kajsa Vedin. Questa
nuova regolamentazione non dovrà tuttavia in nessun caso far sì che in
futuro i posti di lavoro a computer vengano riservati agli uomini. Anche
l'esempio americano che prevede che le donne incinte che lavorano a
computer indossino dei grembiuli di piombo è, secondo lei, una soluzione
errata: A lungo termine non si dovranno modificare le condizioni di lavoro
di chi lavora a videoterminale, bensì i videoterminali. Le fonti di
pericolo dovrebbero essere eliminate nel momento in cui gli apparecchi
vengono prodotti.
"Per ora la nostra iniziativa rappresenta solo un piccolo passo avanti. Ma
noi agiremo come un ariete", dice la sindacalista, che intende introdurre
le norme di Göteborg anche negli altri comuni svedesi. Sono stati presi
dei contatti anche con il sindacato dei dipendenti privati, per proteggere
le donne incinte dalle radiazioni dei computer anche nell'industria
privata.
~
Estratto dal libro (pag. 78 e 79):
Bioradiazioni - da dove provengono, come agiscono, cosa fanno.
L'uomo nel campo delle radiazioni del cosmo, della terra e
dell'ambiente
di Mayer/Winklbaur, pubblicato dal Wiener Verlag, Himberg.
ISBN 3-85368-917-5
... Nel corso di ricerche effettuate presso la Technische Universität di
Berlino è stato registrato e misurato, con delle apparecchiature
estremamente sensibili, un procedimento complesso: i campi magnetici
collegati all'attività elettrica del cervello. In un progetto di ricerca
interdisciplinare si dovevano effettuare registrazioni dei segnali del
cervello durante il processo visivo. All'origine di queste analisi vi
erano dei disturbi della salute. Durante il lavoro a videoterminale e a
computer in molti casi si erano verificati fenomeni di affaticamento.
Un'altra finalità di queste analisi era quella di ottenere delle
indicazioni quantitative circa il periodo di tempo in cui si può sedere al
computer senza danni. Da tempo si supponeva che l'affaticamento veniva
causato da un campo di disturbo elettrico proveniente dal video. I
venditori di televisori consigliano ai consumatori di guardare il
televisore ad una distanza dall'apparecchio corrispondente alla lunghezza
della diagonale dello schermo per dieci. Dunque, nel caso di una diagonale
pari a 45 cm, si deve tenere una distanza di 4,5 m.
Per i computer, che nella loro forma costruttiva sono uguali ai
televisori, la distanza di osservazione è indubbiamente inferiore, mentre
il tempo che il lavoratore deve trascorrere davanti al computer durante
l'orario di lavoro è notevolmente superiore.
Le misurazioni effettuate presso la Technische Universität di Berlino
hanno confermato in modo assoluto che la causa di tutti queste
manifestazioni è il campo di disturbo elettrico. Queste misurazioni hanno
inoltre portato ad un altro risultato a cui finora non si era pensato.
Quando un apparecchio radio è sistemato all'altezza della testa - come ciò
avviene nei moderni arredamenti delle camere da letto - esso causa
talvolta dei perforanti mal di testa che possono manifestarsi anche quando
l'apparecchio è spento. Infatti un apparecchio, che è allacciato solo
unipolarmente ad un cavo elettrico, causa un campo elettrico: Conclusione:
un apparecchio elettrico che non viene utilizzato andrebbe staccato dal
cavo estraendo la spina.
~
Domande al consulente sessuale
Risponde l'esperto in problemi di coppia
Impotenza da video "In camera da letto abbiamo un televisore con
videoregistratore, perché troviamo eccitante guardare film particolari.
Ora però ho paura che la mia potenza possa subire dei danni a causa delle
radiazioni. O non sono pericolosi come ho letto?" Jürgen A. (31)
Risposta del consulente sessuale: Molte case dispongono ora di un secondo
televisore o di un apparecchio videoregistratore installato in camera da
letto. Sembra infatti che la luce lampeggiante dello schermo televisivo
abbia un effetto eccitante sulle coppie. Naturalmente l'effetto aumenta se
sullo schermo appaiono scene erotiche. Da quando le videocassette hanno
iniziato ad avere successo, i video piccanti sono diventati per molti
uomini e donne uno stimolante di cui non possono più fare a meno.
Vi sono tuttavia delle voci, da considerare seriamente, che mettono in
guardia dall'uso regolare di un simile apparecchio in camera da letto.
Scienziati che si sono occupati di problemi della cosiddetta geobiologia e
radiestesia (la capacità di individuare le radiazioni terrestri)
asseriscono di aver stabilito che il nostro organismo viene influenzato
sensibilmente da radiazioni invisibili. Non solo le vene acquifere
sotterranee, ma anche l'alimentazione di corrente nelle case viene
considerata come fonte di radiazioni. Sembra che i campi di energia
generati siano particolarmente pericolosi quando si incrociano, perché ciò
rafforza il loro effetto distruttivo.
Anche se gli esperti sono in grado di fornire efficaci esempi per la
correttezza delle loro tesi, questa tematica continua ad essere
considerata scientificamente controversa.
Un caso di impotenza da video è stato presentato di recente ad un
congresso da dei geobiologi. Solo dopo che l'interessato, su consiglio di
un esperto, aveva allontanato il televisore dalla camera da letto, era
stato nuovamente in grado di avere un'erezione. Dovendo credere agli
scienziati non si tratterebbe di un caso singolo.
Allo scopo di evitare danni alla salute, per una giovane coppia fare
l'amore davanti ad uno schermo non deve diventare un'abitudine. Chi invece
talvolta si procura degli appetiti erotici guardando delle videocassette,
sicuramente non subirà danni da radiazioni.
Origine dell'elettrosmog
Nella nostra era l'evoluzione tecnologica marcia sempre più
velocemente, e per farlo ha bisogno di servirsi in misura crescente di
corrente elettrica. La corrente elettrica è la fonte dei campi elettrici e
magnetici, in tutte le loro varianti, che vengono utilizzati per le più
svariate applicazioni. A causa di questi campi, l'uomo viene sempre più
"caricato".
Queste considerazioni valgono per tutte le apparecchiature che oggi
utilizziamo per la nostra vita quotidiana. L'esempio più significativo è
rappresentato dalle apparecchiature di lavoro e dagli elettrodomestici.
La crescente informatizzazione della nostra vita e del nostro modo di
lavorare fa presupporre che probabilmente ci saranno sempre più persone
che passeranno più di 10 ore davanti al computer e ne subiranno le
conseguenze. Anche la televisione rappresenta un esempio, probabilmente il
più comune, del ruolo che questi apparecchi ricoprono.
I campi elettromagnetici sono formati da diverse componenti, che hanno
caratteristiche molto differenti tra di loro, al pari degli effetti che
possono avere sulle entità sottoposte ad essi.
L'elettrosmog, in particolare, oggetto della presente trattazione è uno
degli effetti provocati dai campi elettromagnetici. È la componente dei
campi che causa i disturbi dell'organismo.
Il modo per riconoscerlo e misurarlo è oggetto del prossimo capitolo.
Come si possono misurare queste radiazioni?
Nell'analisi dobbiamo innanzitutto distinguere tra radiazioni che
interferiscono su altre apparecchiature e radiazioni che interferiscono
sul corpo umano. Queste ultime non sempre possono essere rilevate
direttamente con strumenti di misura.
È importante prestare attenzione che il fatto le strumentazioni oggi
disponibili non misurino alcune componenti dei campi elettromagnetici non
significa che queste non esistano, al contrario di quanto affermano molte
persone. Ma ancora più importante è riuscire a capire che influsso possano
avere sul corpo umano.
Gli articoli precedenti dimostrano che quanto viene misurato e certificato
sulle apparecchiature non è completo. Secondo noi una parte del fenomeno
non viene considerata, sfortunatamente la parte che può provocare danni al
corpo umano.
Viene affermato che nessuna energia si sprigiona dal video ad una distanza
superiore a 15 cm. Questa affermazione è evidentemente errata. Lo dimostra
anche il fatto che su molti manuali d'uso di televisori viene consigliato
di vedere l'apparecchio ad una certa distanza. Ciò corrisponde anche a
quanto consigliano gli esperti dell'industria fonografica, e cioè di non
stare vicini ai televisori a meno di 4 metri.
È invece corretto affermare che con un oscilloscopio si può riconoscere
una distorsione misurabile, in diminuzione partendo dallo schermo, fino ad
una distanza di 4 m.
Qualsiasi sonda, per sofisticata che sia, è difficile che possa avere la
stessa sensibilità e dare la stessa risposta di quella che potrebbe dare
un corpo umano.
Oltre tutto, bisogna considerare anche la diversa sensibilità e
predisposizione personale al manifestarsi di sintomatologie e disturbi. È
quindi necessario utilizzare un metodo che dia la risposta cercata sul
soggetto su cui si vogliono verificare gli effetti, che abbia
caratteristiche di obbiettività e riproducibilità. Un metodo che noi
abbiamo trovato consiste nell'utilizzo dell'oscilloscopio, questo
esperimento viene descritto nel paragrafo successivo.
La misurazione dei raggi elettromagnetici per mezzo di oscilloscopi
Questo esperimento è riproducibile da chiunque abbia una conoscenza
basilare dell'uso di un oscilloscopio, e sia dotato dell'attrezzatura
adatta. Noi invitiamo espressamente chiunque sia interessato a ripetere
l'esperimento per verificare personalmente la veridicità di quanto
affermato.
Il presente esperimento si riferisce alla misurazione dell'interferenza
provocata da un televisore ed un monitor per computer. Con esperimenti
analoghi si possono verificare anche altre apparecchiature.
Nell'effettuare questa misurazione la persona sottoposta al test tiene in
mano un oggetto metallico collegato con un cavo schermato al trasmettitore
dell'oscilloscopio.
A video spento, sullo schermo viene inizialmente regolata una normale onda
sinusoidale stazionaria.
Quindi la persona si pone davanti al televisore o al video del computer.
Appena l'apparecchio viene inserito, la linea si distorce in una banda più
o meno larga a seconda di quanto la persona sia vicina all'apparecchio.
Minore è la distanza, maggiore è la distorsione che raggiunge la larghezza
di 1 cm.
Se la persona si allontana, la distorsione diminuisce. Ad una distanza
pari a circa 4 m la distorsione non è più percepibile.
Ne risulta ineccepibilmente che il video emette un'energia
elettromagnetica che termina ad una distanza di 4 m.
Anche con una sonda di campo come quella utilizzata per l'individuazione
dei cavi elettrici si può ancora avvertire un ronzio ad una distanza fino
a ca. 1,5 m oppure si può osservare uno scarto dell'indicatore.

È rilevante il fatto che il video emette una leggera radiazione, che noi
definiamo elomagnetica, anche quando l'apparecchio è disinserito.
Questa radiazione scompare solamente quando la spina dell'apparecchio
viene estratta dalla presa. La causa è nella spina dell'apparecchio,
inserita nella presa in modo errato. Quando l'interruttore non è
posizionato sulla fase, ma sul conduttore neutro, l'apparecchio rimane
sotto tensione e lo schermo emette radiazioni. Inserendo inversamente la
spina, la radiazione termina.
Occorre osservare che la distorsione dell'onda è rilevabile in chiunque si
sottoponga alla prova, anche se la reazione dell'organismo può essere
diversa. Come premesso ciò deriva dalle differenze che ci sono da persona
a persona.
Questo esperimento permette di provare che oggettivamente esiste un
effetto sull'organismo, ma non dà indicazioni su come risolvere il
problema.
Esiste però un altro sistema per rilevare queste radiazioni che,
ripetiamo, non sono di tipo elettromagnetico, e sarà oggetto del capitolo
successivo.
Il metodo della risonanza ad ultrasuoni
Il sistema di rilevazione utilizzato è quello della risonanza ad
ultrasuoni.
Il metodo di misurazione è abbastanza semplice, con l'apposito apparecchio
si può misurare la risonanza direttamente sulla fonte impostando i valori
delle frequenze e verificare su quali si ha la risonanza. Si può porre
sulla fonte da testare un foglio di alluminio che immagazzina le frequenze
e successivamente fare lo stesso procedimento usato per la misura diretta.
Il secondo metodo è utile quando la locazione della fonte rende
difficoltosa la misura oppure quando esistono più fonti vicine non
separabili e si vuole misurare selettivamente.
Con questo metodo sono state analizzate diverse fonti di campi
elettromagnetici. Dall'elaborazione dei dati è risultato che i campi
elettromagnetici emettono una serie di interferenze, di tipo non
elettromagnetico, con diverse frequenze. Di queste interferenze, il valore
99,5 è quella principale, comune a tutti i fenomeni elettromagnetici.
L'intuizione di Paul Shmidt è stata quella di correlare questa frequenza,
e le altre rilevate, con quelle misurate sul corpo umano, come accennato
nell'introduzione. Dal confronto è risultato che questa frequenza è la
stessa che regola le funzioni del nucleo basale del cervello.
La conclusione è che questa interferenza influenza negativamente il
funzionamento di questa parte del corpo, ed è la causa dei disturbi che si
manifestano in relazione all'uso di apparecchiature che emettono campi
elettromagnetici.
Prendendo in esame una persona che da tempo si trova a lavorare
utilizzando il computer, possiamo constatare che si instaura un deficit
all'interferenza 99,5. Con la terapia di risonanza forniamo al corpo la
frequenza 99,5 fintanto che non si ottiene una completa regolazione.
Tuttavia, se dopo un breve periodo la persona ritorna a lavorare sul
computer davanti al monitor si ristabilisce il deficit su questa
interferenza.
In analogia con l'organismo umano, nel quale un organo non viene regolato
solo da una interferenza, nel caso dell'elettrosmog, oltre l'interferenza
principale 99,5, ci sono altre interferenze, cioè 22,5; 40,0; 77,5; 78,5 e
89,5.
Un confronto di queste 6 interferenze con quelle dell'organismo umano ci
mostra che, oltre al nucleo basale del cervello, vengono interessato il
sistema cellulare, il cuore, e la funzionalità dell'ipofisi.
Se si esamina un paziente che per il suo lavoro o per altre cause subisce
gli influssi di forti campi elettrici ed magnetici, spesso troveremo un
deficit in tutte e sei le interferenze.
L'intensità delle radiazioni elettromagnetiche è correlata con quelle non
elettromagnetiche, tuttavia non è con una riduzione generalizzata delle
radiazioni che si risolve il problema, ma con una soluzione mirata
all'obbiettivo che si desidera raggiungere. In particolare, per quello che
riguarda la salute umana, quello che conta è la riduzione della parte di
radiazione che pregiudica la salute.
La riduzione generalizzata è il primo passo da compiere per migliorare la
situazione, ma da sola non basta. A questo punto viene da chiedersi: come
si eliminano questi effetti dannosi?
La risposta si trova nel capitolo che segue.
Le soluzioni
Il problema alla radice sta nella ricerca della sorgente dei disturbi,
sebbene ci siano situazioni molto difficili, la prima soluzione consiste
nella diminuzione del campo elettrico e magnetico.
Inizialmente occorre individuare la sorgente dei disturbi e quindi occorre
un apposito apparecchio di misurazione.
Tra le numerose possibilità, la rivista OEKO-TEST consiglia il misuratore
di campo FM6 T, il quale, in confronto agli altri, garantisce misurazioni
più precise.

Bisogna prestare particolare attenzione ai campi che interessano le zone a
lunga permanenza come i luoghi di lavoro e le camere da letto.
In quest'ultimo caso spesso i cavi che forniscono la corrente alle prese e
alle lampade sono situati all'altezza della testa e quindi la distanza dai
fili dove scorre la corrente (e i loro campi) è di 30 - 40 cm.
L'esperienza ci dice che l'uomo addormentato può subire dei carichi come
quando è sveglio. È quindi raccomandabile una particolare attenzione
considerando il fatto che nella camera da letto passiamo circa un terzo
dalla nostra vita.
Riteniamo opportuno riportare i valori in base a cui vengono classificati
i campi ed i valori limite delle varie normative.
| Campo |
Estremi |
Forti |
Deboli |
| Elettrico [V/m] |
>50 |
5-50 |
1-5 |
| Magnetico [nT] |
>500 |
100-500 |
20-100 |
| Campo |
DIN/VDE |
IRPA |
MPR |
TCO |
| Elettrico [V/m] |
5.000 |
5.000 |
25 |
10 |
| Magnetico [nT] |
100.000 |
100.000 |
250 |
200 |
| Spiegazioni: |
DIN / VDE 0848:
RPA:
MPR:
TCO: |
Valori limite tedeschi;
Valori limite dell'Unione Industriale Protezione dalle Radiazioni;
Norma per i posti di lavoro con terminali video;
Norma per i posti di lavoro con terminali video. |
Stando alle raccomandazioni delle direttive per le
costruzioni biologiche dei posti dove si dorme possiamo notare un'anomalia
del campo elettrico già dal 50 [V/m] in su.
Tempo fa i limiti erano di ben 5000 [V/m], quindi di ben 100 volte più
alti! Le norme svedesi per i posti di lavoro con terminali video (TCO)
menzionano limiti molto bassi che però stanno ancora sempre 10 volte più
elevati dei limiti raccomandati per le costruzioni biologiche.
Ripetiamo che si tratta di valori "ipotizzati". È disponibile, a
richiesta, documentazione aggiornata sulla normativa vigente, in
particolare sui valori limite fissati per legge. Per ridurre i campi
elettrici si possono adottare i seguenti accorgimenti:
- Staccare i cavi dalle prolunghe non necessarie, le
prese multiple ed i loro utilizzatori.
- Inserire in linea un interruttore (all'infuori della
cassetta di sicurezza) che esclude la corrente in tutta la casa dopo lo
spegnimento dell'ultimo utilizzatore. Nel caso in cui il consumo non
possa essere interrotto, come ad esempio nel caso di un frigorifero,
occorre fornire un'altra linea.
- In caso di nuove costruzioni o ampliamenti provvedere
alla loro schermatura.
- Schermatura delle pareti che nascondano linee
elettriche. Fare attenzione che il materiale aggiunto sia adeguatamente
messo a terra.
- Collegare a terra gli apparecchi elettrici metallici
come ad esempio le lampade da scrivania.
Per ridurre i campi magnetici alternati si possono
adottare i seguenti accorgimenti:
- Staccare gli apparecchi non necessari.
- Tenere a distanza gli apparecchi che producono campi
magnetici, come regola di ferro: raddoppiare la distanza così il carico
si riduce ad un solo quarto (25%).
- Sbarazzarsi di cavi attorcigliati.
- Sbarazzarsi degli apparecchi che dipendono dalla
rete. Sostituire le sveglie elettriche con quelle meccaniche, i rasoi
elettrici con le lamette da rasatura.
Tuttavia, queste considerazioni di carattere generale,
in alcuni casi possono essere difficili da applicare. Per ovviare a questo
problema esistono due soluzioni specifiche studiate per casi difficili, ma
molto frequenti nella vita quotidiana.
La prima riguarda la schermatura dell'elettrosmog valida sia per gli
impianti che per le apparecchiature, mentre la seconda è specifica per i
telefoni cellulari, oggi moto diffusi.
Per quanto riguarda la schermatura, oltre alle normali tecniche
utilizzate, esiste un foglio schermante realizzato con un materiale
particolare in grado di schermare la parte di disturbo a bassa frequenza
dei cavi, dei conduttori e delle parti metalliche come telai e carcasse.
In nome di questo materiale è Mumetal(r), esso è composto da una lega
cristallina di ferro-nickel, ed è prodotto in lamine di larghezza 150 mm e
spessore 0,1 mm.
Si applica fasciando i cavi o sovrapponendola alle zone da schermare. La
sua applicazione garantisce la protezione elettrica e magnetica. L'effetto
della schermatura è misurabile.
Esso trova applicazione in quei casi dove non sia possibile fare a meno di
avere un passaggio di corrente o dove non sia possibile allontanare la
fonte di emissione.
Per quello che riguarda i telefoni cellulari invece è stato necessario
sviluppare una soluzione su misura a causa delle caratteristiche
particolari dell'apparecchio e dell'utilizzo a cui è destinato. Questi
apparecchi infatti, per funzionare devono emettere un segnale
elettromagnetico tramite il quale permettono comunicare, e non possono
essere allontanati, se non in misura minima, dall'utilizzatore.
Per ridurre gli effetti di questa emissione sono state studiate diverse
forme di applicazione in funzione della forma geometrica dell'apparecchio
e del tipo di antenna. In particolare sono presenti due categorie di
apparecchi, quelli con antenna integrata che non sporge dall'apparecchio e
quelli con antenna fissa. Esiste anche una terza categoria di apparecchi,
oggi meno diffusi rispetto al passato, che hanno l'antenna estraibile. Per
questi ultimi è applicabile la soluzione per i telefoni con l'antenna
integrata. Per la prima categoria di apparecchi è disponibile una serie
completa di custodie schermanti progettate per i più diffusi modelli di
telefono. Per la seconda categoria invece è disponibile una serie completa
di schermature da applicare (con diverse modalità da apparecchio ad
apparecchio) sull'attacco dell'antenna. Entrambe proteggono dalle
radiazioni l'area della testa e degli occhi.
Per verificarne il funzionamento, una nota rivista nel campo della difesa
del consumatore ha incaricato un'università tedesca di stabilire se,
tramite l'apparecchio testato, è possibile ridurre o schermare in modo
fisicamente dimostrabile i campi elettromagnetici dei telefoni cellulari.
L'università ha esaminato la schermatura per cellulare secondo l'incarico
assegnatole. A tale scopo ha effettuato le seguenti misurazioni, prima e
dopo che l'apparecchio schermante venisse installato secondo le
indicazioni del produttore. Le condizioni di prova sono state le seguenti:
- misura ad una distanza di 30 cm senza il prodotto da
testare
- onde elettromagnetiche ad alta frequenza 110 µW/cm2
- cellulare Siemens S4 secondo lo standard GSM nel
campo di frequenza 900 MHz
I test hanno evidenziato una riduzione fino al 75-80%
della densità delle radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza
ottenuta con l'apparecchio testato.
Non è stata esclusa la possibilità del fatto che con altri cellulari e in
condizioni differenti l'effetto schermante avrebbe potuto essere anche
maggiore.
L'apparecchio schermante stesso non ha generato campi o radiazioni
nell'ambito elettrico, magnetico, elettromagnetico e nemmeno nell'ambito
dei raggi radioattivi alfa, beta, gamma o Roentgen.
Strumenti di misura utilizzati per il test sugli apparecchi schermanti:
- analizzatore dello spettro Advantest R 3131, 10 kHz -
3 GHz (Rhode&Schwarz, Germania)
- antenna di misura log-pet UKLP 9140, 300 MHz - 3,5
GHz (Schwarzbeck Elektronik, Germania)
- EM-Radiation-Meter EMR 300, 100 kHz - 60 GHz (WG
Wandel&Gueltenmann, Germania)
- Contatore di frequenza HandyCounter M1 (Optoelectronics,
USA, Bogerfunk)
Questi dati, insieme ad altri che riguardavano le
tecniche di misurazione e la costruzione della prova, oltre ad altre
condizioni, erano fornibili a richiesta dal 2000 fino al 2004, oggi non
sono più disponibili e applicabili a causa dell'evoluzione tecnica.
Onde elettromagnetiche ad alta frequenza
Una proprietà delle onde elettromagnetiche è la loro trasmissione
senza fili attraverso l’aria. Esse possono essere trasmesse o ricevute
ovunque, perciò è possibile ascoltare la radio nell’auto o utilizzare il
telefono mobile. Le onde elettromagnetiche sono intorno a noi, le
conosciamo da radio CB, comunicazione mobile, stazioni radio e
televisione, satelliti, telecomandi senza fili, telefoni senza fili,
allarmi per bambini, forni a microonde, ecc.
L’intensità del campo delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza si
misura in volt / metro (V/m) oppure in ampere / metro (A/m). Le alte
frequenze causano la miscelazione dei campi elettrici con quelli
magnetici, e tale risultato è noto come onde elettromagnetiche.
L’intensità delle onde elettromagnetiche, cioè la densità radiante, é
indicata in watt per centimetro quadro (W/cm2). L’intensità aumenta
proporzionalmente alla potenza del trasmettitore e alla sua vicinanza.
I valori limite sono determinati dagli effetti termici che, più
esplicitamente, dipendono dalla capacità delle onde elettromagnetiche di
riscaldare parti del corpo. Il criterio di valutazione più diffuso su
quest’effetto è stato utilizzato per una scelta astuta da parte
dell’industria, perché il riscaldamento del corpo è positivo nell’opinione
popolare, essendo considerato completamente innocuo. A dispetto di questa
farsa, è corretto investigare intensivamente sugli effetti biologici non
termici, quali l’alterazione causata dall’ECG, i disturbi psichici, i
difetti genetici, la permeabilità della barriera emato-encefalica, i
disturbi degli ormoni, la visione danneggiata, il cancro, ecc. Il numero
degli effetti non termici causati dalle onde ad alta frequenza sta
crescendo giorno dopo giorno.
Quando si viaggia in aereo, un assistente di volo chiede a tutti i
passeggeri di spegnere i loro telefoni cellulari per tutta la durata del
volo. Spesso spiega anche le ragioni di queste misure: i telefoni
cellulari potrebbero disturbare l’elettronica di bordo. E’ noto che siano
capitati diversi incidenti, su velivoli, provocati dall’accensione anche
accidentale dei telefoni cellulari, ciò ha causato perdita di quota o
disturbi nella navigazione. Questi sono effetti non termici. E’
impressionante la cura con cui si protegge l’elettronica di bordo degli
aviogetti, ma non è solitamente considerata la nostra “elettronica di
bordo”, che è decisamente più complessa e finemente sintonizzata di
qualsiasi computer esistente.
Il Prof. Dr. András Varga ha gentilmente permesso di divulgare alcune
immagini del suo libro intitolato: “Grundlage des Elektrosmogs in Bildern”
(Le basi dell’elettrosmog, illustrato). Molti sono le anomalie biologiche
descritte in questo libro: gli esperimenti con le uova di gallina che sono
state esposte alle radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza di 1,25
GHz per diverse ore al giorno durante lo stadio di cova sono preoccupanti.
La figura superiore a sinistra di questa pagina descrive la batteria di
test. In una stanza completamente climatizzata, le uova di gallina furono
covate durante l’esposizione a radiazioni elettromagnetiche. L’esperimento
è particolarmente interessante perché gli effetti dell’influenza di
radiazioni ad alta frequenza durante una fase reattiva sensibile (la
transizione da sostanza chimica a formazione biologica) possono essere
dedotti dai risultati.
Complessivamente, quattro diverse malformazioni, elencate in questo test
di valutazione, sono osservabili nelle figure sopra: i pulcini sono usciti
dai loro gusci con le zampe storte, molti altri presentavano deformazioni
della gabbia toracica e zampe divaricate. E’ stata riscontrata un’altra
anomalia: i becchi di alcuni pulcini erano doppi o spostati, infine la
quarta tipica difformità era la mancanza o la difettosità degli occhi.
Le uova furono esposte a frequenze con una potenza di 0,9 mW, mentre un
telefono senza fili DECT trasmette ad una potenza di 250 mW su frequenze
comparabili!





Tutte le quattro anomalie illustrate in questi esempi erano conseguenti
alle stesse condizioni di cova. L’esperimento prova chiaramente che questa
sensibile fase biologica di reazione può essere influenzata dalle onde
elettromagnetiche ad alta frequenza. Era anche interessante constatare che
molti dei pulcini erano completamente sani quando sono stati covati. I
risultati di questi esperimenti (molti altri figurano nel libro del prof.
Dr. András Varga) naturalmente non possono essere trasferiti agli esseri
umani come se fosse la stessa cosa. Tuttavia è intuibile che le onde
elettromagnetiche ad alta frequenza non facciano molta differenza tra
embrioni di gallina ed umani.
Punto particolarmente critico: la modulazione ad impulsi
Esistono diversi metodi per trasferire dati mediante le frequenze. E’
stato già accennato alla modulazione di frequenza (FM), un metodo per
trasferire informazioni rapidamente cambiando la frequenza. Le radio
normalmente funzionano in questo modo. Una tipica proprietà della
modulazione di ampiezza è il trasferimento di informazioni tramite il
cambio di intensità rappresentato dall’ampiezza dell’informazione.
Entrambe le modulazioni lavorano in modo analogo, le loro caratteristiche
sono meno critiche di quelle relative alla modulazione di impulso
utilizzata nella telefonia mobile e nei telefoni cordless DECT. Per 216
volte al secondo viene trasmesso un pacchetto di dati contenente sia le
informazioni e sia la voce. Ognuno di questi 216 segnali corrisponde a un
impulso acuto.
Non esiste assolutamente nulla tra questi impulsi - nemmeno una resistenza
di carico – e ciò può essere visualizzato come una fila di palline con
molto spazio tra ogni pallina e l’altra. Tuttavia esiste un trucco: le
intensità sono calcolate sulla media dei valori, non sui valori massimi.
Se si calcola la media dei valori di 216 segnali acuti (picchi), e non
esiste nulla tra i picchi, si ottiene come risultato un valore minimo, ad
esempio 10 mW, che sta sotto il valore limite permesso. Il fatto che il
valore massimo di picco sia notevolmente più alto (250 mW), è
semplicemente ignorato.
Non solo la telefonia mobile e le relative postazioni lavorano mediante la
modulazione di impulsi elettrici, ma ciò avviene anche per i telefoni
cordless DECT. Sfortunatamente questa anomalia è sconosciuta a molte
persone. Comunque esiste una differenza: i telefoni senza filo non solo
trasmettono durante la conversazione delle telefonate effettuate, ma lo
fanno costantemente! Difficilmente si verificano delle alternative a
questo caso. Tutto quello che si può fare è bandire tutti i telefoni senza
fili dalla propria casa. Se non si possono evitare questi telefoni, si
dovrebbe almeno scollegare la base dopo ogni chiamata.
Questo buon consiglio di usare il meno possibile i telefoni mobili,
dovrebbe essere accettato in modo realistico. Molti hanno bisogno del
telefono mobile per lavoro. Ma se si installa sulla propria auto
un’antenna esterna collegata al telefono, si sarà compiuto un passo avanti
nella giusta direzione. Ognuno personalmente decida se una telefonata è
importante oppure no: non è necessario chiacchierare delle novità del
giorno al cellulare.
Ma che cosa si può fare se il proprio lavoro richiede molte telefonate dal
cellulare quando non si viaggia in auto? Dove si ha a che fare con una
forte modulazione di impulsi, neanche la biorisonanza secondo Paul Schmidt
è in grado di fare da schermo per proteggere dalle influenze negative del
cellulare. Sul mercato si trova un gran numero di strumenti per eliminare
le interferenze nei telefoni mobili, ma nessuno di essi riduce i forti
effetti biologici in modo permanente. Perciò ci si dovrebbe sforzare di
ridurre da soli i campi di disturbo. Una soluzione sensata potrebbe essere
quella di utilizzare una borsa di pelle con un foglio metallico per
cellulari, che possa ridurre per riflessione l’elevata intensità di
radiazioni nell’area della testa. Può essere ottenuta una riduzione delle
radiazioni fino al 90%. I vecchi modelli di cellulari con antenna
estraibile possono montare uno schermo per l’antenna che riduca la densità
delle radiazioni.
Qui sotto si può vedere come una custodia di protezione o uno schermo per
l’antenna possano ridurre l’intensità nell’area della testa. La figura a
sinistra mostra come si distribuiscono le alte frequenze passando
parzialmente nel campo emesso dalla testa. Una misura protettiva adatta
può ridurre questo processo (figura a destra).
 
Test ed armonizzazione della radiazione elettromagnetica secondo Paul
Schmidt
La biorisonanza secondo Paul Schmidt e le schermature da lui
progettate servono per testare l'inquinamento elettromagnetico ed
armonizzarlo.
Una volta individuate le sorgenti ed adottate le opportune misure, per
neutralizzare la parte di radiazione elettromagnetica che interessa il
corpo umano serve un apparecchio progettato specificatamente per questa
applicazione. A tale scopo esistono due tipi di apparecchi destinati ad
applicazioni diverse. Il primo, progettato per neutralizzare la frequenza
specifica di 99,5 è il TV-Rayex, che trova applicazione in particolare su
televisori e monitor. Il secondo, l'ELO-Rayex lavora su tutte sei le
frequenze, ed è destinato ad impianti elettrici o utilizzatori di forte
potenza.

Incollando il TV-Rayex sul bordo dello schermo e utilizzando
l'oscilloscopio, non si rilevano più radiazioni.
Dalle nostre rilevazioni risulta che senza il TV-Rayex, davanti al monitor
il campo negativo arriva fino ad 1,4 metri. È interessante osservare come
il campo di carico posteriore sia notevolmente più ampio, pari a 1,9
metri, di quello frontale 1,4 metri.

Con il TV-Rayex le misurazioni ci danno un campo di carico frontale di
soli otto centimetri dove normalmente non si trova l'operatore.

Il campo di carico posteriore invece non si è ridotto di molto e quindi
potrebbe influenzare una persona seduta al suo posto di lavoro, quindi il
problema non è risolto. Quindi l'ulteriore misurazione è stata effettuata
dopo la collocazione di un altro TV-Rayex nella parte posteriore del
monitor. Usando solo questa applicazione è stato raggiunto un campo di
carico sufficientemente ristretto.

L'azione del TV-Rayex viene stimata più efficace se l'apparecchio viene
installato con la scrittura verso l'alto appoggiato davanti al monitor o
al televisore.
Le osservazioni fin qui espresse riguardo al monitor valgono ovviamente
anche per i carichi provocati dal televisore. Anche in questo caso è molto
interessante il fatto del doppio TV-Rayex (davanti e dietro) in quanto
sovente dietro il televisore ci sono vani abitativi o addirittura camere
da letto.
L'apparecchio è efficace solo quando il materiale di cui è composto viene
applicato con polarità corretta e presenta una particolare dentellatura.
I colori disponibili sono grigio e antracite, si adattano bene al monitor
o al televisore.
La piena efficacia del TV-Rayex è stata confermata a Vienna nel novembre
1982 in una perizia rilasciata dal perito Dipl. Ing. Paul Artmann.
Considerevole è il fatto che i valori relativi alle persone che guardavano
il televisore in bianco e nero si differenziano completamente da quelli
delle persone che guardavano i televisori a colori e gli schermi dei
computer.
L'ELO-Rayex invece va posizionato sulla sicurezza principale all'entrata
di casa, in prossimità del contatore. La sua posizione ideale è con la
scritta verso l'alto.
Nei condomini, normalmente, l'ELO-Rayex viene installato nella scatola di
distribuzione.
Con metodi analoghi al TV-Rayex si può dimostrare l'effetto riduttivo
dall'ELO-Rayex sui carichi dell'elettrosmog.
Si consiglia di utilizzare l'ELO-Rayex nel caso in cui nelle vicinanze ci
siano dei forti consumatori di corrente come forni, scaldabagni,
trasformatori e simili.

Conclusione
Dagli schermi dei televisori e dei computer vengono emesse, oltre alle
onde elettromagnetiche, che sono misurabili fino ad una distanza di 4 m,
anche una serie di altre onde sottili che non sono di genere
elettromagnetico.
Nei televisori b/n, nei televisori a colori e negli schermi dei computer
queste onde hanno una frequenza differente, come si è potuto stabilire con
il metodo delle risonanza ad ultrasuoni utilizzando dei fogli d'alluminio.
Queste radiazioni negative possono essere neutralizzate solo in parte con
degli anelli di rame. Con il TV-Rayex e l'ELO-Rayex le si può invece
neutralizzare in misura tale da non essere più rilevabili.
Le radiazione dovute all'elettrosmog sono un pericolo per la nostra
salute, la loro neutralizzazione è un grosso contributo al nostro
benessere. Questo ci permette di sfruttare i vantaggi delle nuove
tecnologie senza subirne gli effetti negativi.
Attenzione però, i nostri studi ci consentono di affermare che le
radiazioni dell'elettrosmog non sono le sole a provocare disturbi, altre
insidie minacciano la nostra salute, se volete saperne di più potete
contattarci all'indirizzo qui sotto.
Qui di seguito riportiamo le tabelle con le corrispondenze tra le
frequenze delle radiazioni e gli organi interessati rilevati direttamente
da Paul Schmidt durante le sue ricerche.
Le tabelle riguardano le tre più diffuse categorie di apparecchi
televisivi, cioè televisori b/n, televisori a colori e monitor per
computer.
| Frequenza [kHz]
|
Televisori b/n
|
| - 4,50 |
Escrescenze nasali |
| - 45,00 |
Laringe |
| - 4.500,00 |
Disturbi deambulatori |
| - 5,30 |
Ipofunzione surrenale |
| - 5,45 |
Atrofia renale |
| - 5,60 |
Cirrosi epatica |
| - 71,50 |
Acutezza visiva compromessa |
| - 8,10 |
Tosse irritante |
| - 8,25 |
Meteorismo |
| - 9,50 |
Ciste all'intestino crasso |
| - 9,75 |
Perdita della voce |
| - 9,95 |
Abulia |
| Frequenza [kHz]
|
Televisori a colori (sistema PAL)
|
| - 10,00 |
Ciste all'intestino tenue |
| - 100,00 |
Fragilità nervosa |
| - 22,50 |
Tumore |
| - 225,00 |
Disturbi del ritmo biologico |
| - 2.250,00 |
Disperazione |
| - 23,50 |
Sclerosi multipla |
| - 235,00 |
Perdita dell'odorato |
| - 33,00 |
Attacchi epilettici |
| - 5,00 |
Ciste dell'intestino tenue/ meteorismo |
| - 50,00 |
Cattivo apporto di ossigeno |
| - 6,55 |
Distacco della retina |
| - 7,15 |
Acutezza visiva compromessa |
| - 9,25 |
Tetano (paralisi) |
| - 9,45 |
Tumore alla vescica |
| - 9,99 |
Ciste all'intestino retto |
| Frequenza [kHz]
|
Video dei computer
|
| - 10,45 |
Mancato controllo sessuale nell'uomo |
| - 10,00 |
Ipofunzione cardiaca |
| - 100,00 |
Debolezza nervosa |
| - 2,25 |
Disfunzioni dell'esofago |
| - 22,50 |
Tumore |
| - 225,00 |
Disturbo del ritmo biologico |
| - 2.250,00 |
Disperazione |
| - 23,50 |
Sclerosi multipla |
| - 3,80 |
Ipofunzione della bile |
| - 38,00 |
Controllo sessuale nella donna |
| - 4,50 |
Atrofia muscolare |
| - 5,30 |
Ipofunzione surrenale |
| - 5,45 |
Atrofia renale |
| - 5,60 |
Cirrosi epatica |
| - 9,70 |
Malattie agli occhi |
| - 9,95 |
Linfonodi |
|